


In un paese civile tutti possono esprimere le proprie opinioni, e tutti rispettano il diritto di tutti di rendere pubblico il proprio pensiero.
In un paese civile, ho sempre pensato che chi si occupa della cosa pubblica si assuma questo gravoso compito perché ci crede veramente nella cosa pubblica.
Almeno, questo è quello che personalmente ho sempre pensato della Politica.
In un paese civile le persone possono scegliere da che parte stare, secondo i propri principi, che non hanno necessariamente a che vedere con i conti in banca e i sotterfugi.
In un paese civile è ovvio che un atto di violenza venga condannato da tutti coloro che pensano che un paese si tenga insieme perché oltre alle leggi ci sono delle norme di buon vivere e dei principi umani di base che sono indispensabili per tenere insieme una comunità.
In un paese civile non ci sono manovre mediatiche che tengano. Violenza è violenza, e non ha rilevanza quale sia il colore (vero o presunto) di cui si tinge la mano che la compie.
In un paese civile il bene e il male non si confondono continuamente, mischiati indissolubilmente in un grigio insopportabile e indecifrabile che ronza senza posa come una TV fuori sintonia.
In un paese civile le cose brutte succedono, come anche nei paesi incivili. Ma non si usano gli episodi per cambiare la versione dei fatti e rendere instabili e opinabili i principi di base su cui si fonda il vivere comune.
In un paese civile non si usa la violenza verbale per discutere le scelte che riguardano il vivere comune.
In un paese civile non si permette che lo scontro quotidiano tra le persone che dovrebbero amministrare il vivere comune avveleni l'aria che respirano le persone comuni, inducendo tutti a ritenere che l'insulto e il disprezzo per le idee diverse dalle proprie sia l'unico modo per governare.
In un paese civile a nessuno viene in mente che non ci sia altro modo di manifestare il proprio dissenso se non con la violenza.
In un paese civile, anche se un po' malaticcio, quando ci si accorge di essersi spinti troppo in là, si riflette. E si cerca di cambiare.
In un paese civile.
Chissà se esiste davvero un posto così, da qualche parte.